Questo sito utilizza cookie tecnici per gestire e migliorare alcune funzionalità del sito. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando il tasto "Accetta" acconsenti all’uso dei cookies. Se vuoi sapere di più o negare il consenso ad alcuni cookie leggi la Cookie Policy dedicata.

LEGGI DI PIÙ

OMR Officine Meccaniche Rezzatesi

news

"La caduta? Ormai le fabbriche made in Italy viaggiano a due velocità"

L`intervista sul Corriere della Sera a Marco Bonometti, Presidente degli Industriali Bresciani e a capo del gruppo Omr di Rita Querzé Ordini in calo. Fatturato idem. Il rapporto diffuso ieri dall`Istat non fa ben sperare per il futuro. Ma per Marco Bonometti,presidente degli industriali bresciani, più che mai quando si parla di ripresina vale la regola della media del pollo di Trilussa. C`è chi si mangia quasi tutta la portata. E chi deve accontentarsi delle briciole. Con la sua azienda lei opera nell`automotive. Per l`Istat anche questo settore, che ha sorretto il recupero dell`industria dopo la crisi, ora mostra qualche cedimento. «Il discorso è male impostato. Qui è questione di settori solo fino a un certo punto». Impostiamolo nel modo giusto allora. «La grande crisi ha diviso il grano dall' oglio. Ci sono le imprese che hanno continuato a investire che adesso tengono il punto e si difendono bene. Chi invece ha tirato a campare è in difficoltà» . Italia a due velocità? «Ecco, questa è la chiave giusta. Due velocità. Sempre più diverse tra loro. Chi tiene il passo con i mercati internazionali. E chi vive di espedienti». Pensa all`illegalità, al furbetti del Jobs Act? «Anche a quello. Concorrenza sleale. Che porta poco lontano». La sua impresa ha un fatturato che supera i 70o milioni con 3.500 dipendenti. Nove stabilimenti in italia e sette all`estero. Ma l`Italia è fatta di piccole imprese. Per loro è ancora più difficile far fronte alla gelata degli ordini. «Per i piccoli la chiave per tenere il passo è entrare a far parte di una filiera. È chiaro che serve un`azienda che faccia da guida. Ma in questo modo si cresce insieme. Chi fa da traino mette a segno risultati anche grazie alla capacità di fare sistema con la catena dei fornitori. D`altra parte i piccoli hanno stimoli per crescere e tenere il passo sul fronte della tecnologia e degli investimenti». Chi non sí integra in una filiera? «Con il mondo che si sta preparando, con le sfide di Industry 4.o, rischia grosso. Difficile vincere da soli quando si è piccoli». Non negherà però che si sono settori oggettivamente in difficoltà. Le costruzioni per esempio. «Sì, certo. Anche chi ha a che fare con l`energia. In Lombardia, in particolare, calzature e i materiali da costruzione registrano le maggiori criticità». E poi ci sono gli shock internazionali che mettono in difficoltà il Paese ogni volta che tenta di rialzare la testa. Le imprese temono l`impatto di un`eventuale Brexit? «Non vale per tutti, ma chi ha diversificato il più possibile esportando in Paesi diversi in qualche modo si è fatto un`assicurazionesul rischio derivante da shock internazionali. Il Brasile smette di comprare? Per fortuna tengono Usa e Europa». Non c`è solo l`export. I consumi interni languono. In Germania le imprese del settore metalmeccanico hanno concesso aumenti ai dipendenti. «Il paragone con l`Italia non regge». Da noi il settore fronteggia un difficile rinnovo del contratto. «E sa cosa le dico? Meglio niente contratto che un accordo fatto su un modello che non tiene più». Lei ha corso per la poltrona di presidente di Confindustria su cui oggi siede Vincenzo Boccia. Quale è il suo augurio? «Come gli ho detto in assemblea, quello di mettere a punto un vero cambiamento dell`organizzazione. Con la collaborazionedi tutti».

Marco Bonometti premiato dal Lions Club

Il Lions Club Brescia Horst ha festeggiato l'imorenditore Marco Bonometti. Al Presidente di Aib e di Omr Automotive di Rezzato è stata consegnata la medaglia alla memoria del socio "Enzo Giacomini", "per l'impegno sociale profuso da Bonometti nel territorio bresciano e per la valenza del suo mandato in Aib" Il riconoscimento è stato consegnato dal Presidente Guido Santi e dal Past President Roberto Vomoli . 

OMR SPECIAL GUEST DI BIE (BRESCIA INDUSTRIAL EXHIBITION)OMR SPECIAL GUEST DI BIE (BRESCIA INDUSTRIAL EXHIBITION)

Oggi 19 Maggio 2016, alle ore 11 si è tenuta al Centro Fiera del Garda di Montichiari (BS) la cerimonia di inaugurazione della seconda edizione di BIE (BRESCIA INDUSTRIAL EXHIBITION).

L’esposizione dedicata alle lavorazioni e alle tecnologie dei metalli, prevede la visita di una delegazione di imprenditori provenienti dall’estero in cerca di potenziali fornitori italiani.

All’interno delle iniziative speciali, BIE dedica una sezione alleeccellenze del settore a livello internazionale.  Nomi di prestigio, tra cui OMR, partecipano alla fiera in qualità di Special Guest, con l’esposizione di prodotti dall’elevato valore tecnico. 

Enio Gritti di FMB, gruppo OMR, Maestro del Lavoro

C'è anche Enio Gritti, direttore di FMB (Fonderia alluminio di Pavone Mella, una delle società di OMR), tra i nove Maestri del Lavoro nominati da Aib. "È un riconoscimento alla dedizione di coloro che hanno permesso alle imprese di crescere, creando sviluppo e benessere. Il loro impegno è la migliore testimonianza del fatto che il vero patrimonio delle aziende sono le donne e
gli uomini che ci lavorano",  ha detto Marco Bonometti, Presidente di Aib e di Omr. 
Enio Gritti, a capo di molti progetti del gruppo per l'innovazione, in una recente intervista ha spiegato il suo lavoro. Come recita un nostro slogan 'ci stanno a cuore sia l'uomo che l'ambiente in cui viviamo', per noi l'innovazione è sinonimo di sostenibilità".  "Dal 2010 concentriamo sviluppo e ricerche sull'alleggerimento del telaio e del motore dei veicoli, utilizzando un materiale ancora tutto da valorizzare: l'alluminio" continua Gritti. Per fare un po' di numeri dei regolamenti e degli accordi internazionali (non ultima la conferenza sul clima di Parigi), l'obiettivo è "dimezzare le emissioni di CO2 nei prossimi 10 anni. Nel 2007 abbiamo cominciato a sviluppare telai in alluminio dallo spessore di 4 o 5 millimetri e oggi siamo arrivati a 2,7 mm. Ogni kg di alluminio che inseriamo nella componentistica al posto di ghisa o acciaio riduce di un kg il peso di un veicolo, a pari caratteristiche. E ogni kg in meno significa che durante il ciclo di vita ogni mezzo emette 17 kg in meno di CO2. L'obiettivo globale è introdurre 150 kg di alluminio in ogni veicolo, per arrivare a una riduzione di 40 milioni di tonnellate di CO2 in tutta Europa. Senza dimenticare - conclude Gritti - che l'alluminio è un materiale completamente riciclabile all'infinito".